Videndum et Audiendum

Videndum et Audiendum è un percorso audiovisivo digitale permanente lungo il tratto della Via Francigena immerso nel bosco di Monte Fogliano, attivo dalle 10.00 del 27 giugno 2021. I cartelli relativi alle opere sono realizzati in alluminio e legno, contengono la descrizione dei singoli lavori e dei QR Code che inquadrati con uno smartphone, avviano le audiovideografie nel luogo in cui sono state composte, in un tragitto percorribile a piedi, in bicicletta e a cavallo.

Il progetto ha ottenuto il Patrocinio della Via Francigena Road to Rome e Strade Culturali del Consiglio d’Europa, della Regione Lazio, della Provincia di Viterbo, del Comune di Vetralla, dell’Unpli Lazio ed è stato sostenuto dalla Fondazione Carivit.

Videndum et Audiendum nasce con l’intento di offrire al pellegrino della Via Francigena un viaggio nel viaggio, dove incontrare le tappe che sono state negli anni, fonte di ispirazione di alcuni lavori audiovisivi di Marco Brama. Il percorso permanente, prevede sei soste lungo la strada del bosco di Monte Fogliano, dove il viandante nel suo girovagare, incontrerà dei cartelli con la descrizione dell’audiovideografia relativa e un QR Code che, inquadrato con uno smartphone, avvierà l’opera audiovisiva proprio nel luogo in cui è stata composta.
Il legno e l’alluminio dei cartelloni, saranno inseriti nel contesto naturale con l’idea di creare un continuum ecocompatibile tra antico e moderno. Le audiovideografie realizzate lungo il percorso, fanno parte delle opere: Indisturbato, A Nudo, Life Sound of Universe e Riflessi. In questi lavori emerge come il contesto, il mondo in cui abitiamo e ci muoviamo, ci condizioni. Siamo il riflesso del luogo in cui viviamo e contemporaneamente influenziamo e modifichiamo il paesaggio che ci ospita. Appare da lontano la natura “dipinta”, senza l’uomo… che ne è però l’artefice. Indissolubile legame tra ciò che è, ciò che appare e il riflesso proiettato. Non è la realtà, ma la sua immagine in una “scatola”, artefatta, elaborata e modificata dall’intervento antropico. I suoni naturali, a loro volta registrati, si intrecciano con strumenti elaborati, costruiti, selezionati. Non è la voce della natura, è la sua digitalizzazione, modificata e riprodotta da dispositivi non naturali, che mostrano come tutto sia biculturale. Nella ricerca intrapresa, l’esperienza non si mostra solo come osservazione statica, ma anche come viaggio. La necessità, la curiosità, il bisogno di trovare l’origine o la fine di tutto, ha sempre accompagnato l’uomo. Viaggiare è scoprire e cercare di conoscere, per riuscire infine a concepirsi, percepirsi, come parte del “Tutto”, comprendere quanto sia esteso, definire quanto siamo grandi (o piccoli) rispetto ad esso, ricercare per trovare il posto, la giusta collocazione nella realtà che si svela con le nostre esperienze. Il viaggio si muove, si sposta nel tempo e ci accompagna mentre cresciamo, ci sostiene nel confronto con l’alterità e non ci fa fermare, perché siamo spinti dall’istinto, ma anche motivati dalla ragione. Non c’è nessuna dicotomia, non c’è scissione tra anima e corpo, tra alto e basso. Solo tanti esseri umani, sempre diversi, più o meno grandi, con il corpo, l’istinto, le radici che affondano sempre nella terra, ma che cercano di toccare col pensiero il cielo.

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