Bio

Quando il cielo è più scuro, le stelle brillano di più.

Marco Brama is a versatile and prolific artist. He use a meta-language which tries to interweave music with theatre, dance, cinema, literature, science and philosophy, trying to go beyond every dichotomous heritage. His works inspect the acoustic physics and electronic experimentals, moving firmly away from the rules, stereotype and categories created by the market. Among his several publications, it’s important to remember his debut video album “Psike ed Electra” (1993), the symphonic poem “La Divina Commedia – Inferno” (2001), the essay “Distoria – per una crono conoscenza dell’uomo”, the work/studio “musiCaos” in which he employs completely his microtonal tuning based on the prime numbers series, as well as the symphonic compositions collection “Le fiabe sono vere” inspired by the painter Lidia Scalzo’s works and the “Fiabe italiane” by Italo Calvino. Throughout the period from 1990 to 2017 he worked with many artists, organised events, obtained awards, created soundtracks, feature films, performances and exhibits creating a steady dialogue between arts.

Marco Brama è un artista poliedrico e prolifico. Utilizza un metalinguaggio che prova a intrecciare la musica con tutte le forme espressive, dalla videoarte alla letteratura, dalla scienza alla filosofia. Le sue opere indagano i territori della fisica acustica e della sperimentazione elettronica, discostandosi con forza dalle regole, dagli stereotipi, nonché dai generi. Realizza integralmente le sue opere, girando, montando e/o animando la parte video e scrivendo, arrangiando, mixando, masterizzando le relative colonne sonore. Tra le numerose pubblicazioni ricordiamo Psike ed Electra del 1993, il poema sinfonico “Divina Commedia – Inferno” del 2001, il balletto “I colori fantastici”, il saggio “Distoria – per una crono conoscenza dell’uomo”, l’audiovideografia “musiCaos” basata sull’accordatura dei numeri primi e la raccolta di composizioni sinfoniche “Le fiabe sono vere” ispirate ai lavori della pittrice Lidia Scalzo. Tra il 1990 e il 2017 ha ottenuto riconoscimenti, collaborato con numerosi artisti, suonato dal vivo in molti contesti, realizzato colonne sonore, performance, spettacoli teatrali e mostre, creando un dialogo costante tra musica, immagini, danza e scrittura.

Marco Brama (Vetralla, 18 giugno 1975) è un artista italiano. Inizia gli studi musicali a 5 anni e si dedica alla composizione dall’età di 10 anni. Dopo i primi esperimenti della fine degli anni ’80, inizia a dedicarsi stabilmente alla composizione dal 1990, ma è solo dal 1997 con le prime registrazioni in studio e successivamente dal 2001, con Inferno – Divina Commedia, un poema sinfonico per orchestra grande e strumenti elettronici e con i brani per i video sulle missioni di Don Luigi Rizzo[1], che inizia la pubblicazione ufficiale dei suoi lavori sperimentali accompagnati da video. Realizza per primo video, film e documentari esclusivamente con il cellulare (poi tablet) dal 2000, anno di uscita del primo telefono con fotocamera digitale, al 2015. Con l’aumento della risoluzione/definizione di questi dispositivi, abbandona parzialmente i territori low-fi per sperimentare le possibilità offerte dal 3D e dall’alta definizione. Nel 2000 realizza vari video che nel 2009 unisce alla musica nel suo primo Videoalbum (o videoep) Musica per ragazzi. Dopo numerose composizioni e album da solista mai pubblicati presenta due lavori strumentali per il grande pubblico: Altri Suoni del 2009 (i cui “scarti” sono alla base di Musica per ragazzi) e DiversaMente del 2010. Compositore prolifico e arrangiatore innovativo, inizia giovanissimo a confrontarsi con l’audiovisivo realizzando colonne sonore per vari corti come 24h di Alessandro Ridolfi del 2001 e film come Nelle mani di un angelo di Ganni Minello del 2007. Dopo anni di concerti, nel 2011 inizia la collaborazione con il clarinettista e sassofonista Simone Salza, fondando i Talking Project con i quali intraprende un tour e vince due premi per l’album Skin nel 2011 e nel 2012. Dall’album vengono estratti dei singoli utilizzati per spot, sfilate di moda e fiction. Dopo essersi dedicato all’insegnamento, all’organizzazione di eventi musicali, alla realizzazione di musiche per varie manifestazioni ed emittenti radiofoniche, presenta sempre come solista, il balletto sperimentale Fantastic Colours sotto lo pseudonimo “Marco Brama and the Virtual Audio Project Orchestra” nome già utilizzato in passato per identificare le sue composizioni sperimentali, definite dall’autore “audiovideografie” perché accompagnate da filmati, come il concept album Psike ed Elektra. Sempre nel 2014 fa la regia della docufiction Tre anni con te in collaborazione con i ragazzi del DAMS di Roma Tre. Nel 2015 realizza il videoalbum distribuito anche in versione LP, Life – Sound of Universe, anticipato da 8 audiovideografie, e pubblica il saggio filosofico Distoria – Per una crono conoscenza dell’uomo nel quale ricostruisce una storia alternativa del genere umano delineando nel finale un’eutopia. Nello stesso anno completa il mediometraggio Senza Titolo realizzato con le riprese e le immagini filmate tra il 2013 e il 2015, le audiovideografie di musiCaos nelle quali utilizza la sua accordatura microtonale basata sui numeri primi e realizza brani per i film del regista Primo Colasanti. Tra il 2015 e il 2017 realizza Cosa succede nel mondo. composizione per orchestra e strumenti elettronici, con la partecipazione della flautista Alessandra Di Prospero. L’opera, presentata al Margutta Art Village per Open Borders Open Minds e al festival del Paesaggio, è ispirata alla rielaborazione pittorica di Fiabe Italiane di Italo Calvino, fatta dall’artista Lidia Scalzo. Nel 2017 realizza colonne sonore per cinema e televisione collaborando, tra gli altri, con Rai TV e Abu Dhabi TV. Del 2017 anche il film Sintonia in versione CD e DVD, con la partecipazione delle performer Cristina Failla, Mariella Sto e del chitarrista Angelo Piferi De Simoni. Numerose sono le collaborazioni che intrecciano i suoi lavori con altre arti performative. Sua la colonna sonora dello spettacolo Madeofwords di Alessandro Vettori e alcune composizioni per Mi piace perdermi la notte dello stesso autore. Con l’attrice Francesca Spurio, Cristina Failla e Mariella Sto mette in scena lo spettacolo intermediale …È fragile, peril quale realizza un’audiovideografia che è al contempo scenografia e istallazione. Realizza l’audiovideografia Riflessi utilizzata dallo scrittore Lillo Di Mauroper lo spettacolo A Nudo. Con il Teatro degli incerti porta in scena nei teatri Due donne basse nel quale il suo lavoro audiovisivo, oltre a svolgere i ruoli di scenografia, colonna sonora e sipario, diventa un vero e proprio personaggio. I suoi lavori musicali, che indagano nei territori della fisica acustica e della sperimentazione elettronica, utilizzano spesso accordature inusuali basate sulla frequenza base di 432hz e sono organizzati secondo progressioni microtonali legate ai numeri primi. Nelle sue opere utilizza generalmente un montaggio musicale non lineare, provando a realizzare libri da ascoltare, video da leggere, brani da guardare, poesie da scrivere, in una stratificazione che cerca di essere una partitura polisemantica.

Curiosità e altro – dal sito Culture Sharing

La BAM, Brain Alternative Music, ma anche Brain Audio Movie, nasce da un’idea di Marco Brama nel 1990 quando, a soli 15 incide l’album Ipnotika e lo presenta senza successo, con il brano omonimo accompagnato da un video, alla selezione della Biennale per giovani artisti definendo la sua: Musica Cerebrale. Lo stile, estremamente eterogeneo lascia interdetti, l’intuizione è troppo azzardata, la giovane età e l’inesperienza non giocano a favore. Presentare un progetto così ambizioso non è compito facile per un ragazzo ancora alle prese con gli studi musicali e il tutto viene bollato come un’interessante eccentricità mentre vengono selezionati gruppi jazz e pop. Passano gli anni e il giovane studente è intenzionato a riproporre la sua musica e i suoi video. Lo fa decontestualizzando filmati ripresi dalla tv accompagnati da “PSIKE ed ELEKTRA”, composto tra il ’90 e il ’93, registrato nel ’96 su DAT e VHS. Viene notato da un produttore (…) che però chiede che venga riproposto cantato. Questa è musica assoluta e, nonostante la traccia 10 del disco “True Love” sia effettivamente cantata da Maria Chiara Camponeschi, Valentina Ravarotto e Alessandro De Tommaso, trasformare l’intero concept “dal suono alla sua distruzione” in un album pop è qualcosa di improponibile per un compositore giovane, sognatore e fresco di una recente vittoria ad un festival di musica sperimentale e il tutto finisce nel dimenticatoio. Successivamente vengono presentati altri lavori, ma senza interesse da parte del mercato discografico. I lavori sono difficilmente collocabili e proponibili commercialmente; ciò nonostante vengono presentati dal vivo in varie location alternative. Accompagnate dalla proiezione di videografie, che realizza in prima persona, le serate piacciono e stupiscono, ma la difficoltà di trovare spazi e locali adeguati realmente interessati alla sperimentazione costringono il compositore a rinunciare ai live che riprenderà solo con le audioistallazioni e con il progetto Talking Progect al Festival Internazionale del Perfezionamento musicale e al Festival JazzUp. L’artista registra decine di dischi contenenti brani sperimentali e completamente elettronici tra cui “Anno Zero” del 1997, “Virtual Audio Project 3D” del 1998″ e molti altri. Nel 2000 realizza la maggior parte delle videografie del videoalbum “Musica per Ragazzi” del 2009 che, insieme ad alcuni brani tratti da “Altri Suoni” del 2010 e “Couleurs Fantastiques” 2014 possono rientrare nell’estetica della BAM. Una serie di brani più recenti, sempre composti da Marco Brama, sono usciti sotto il nome di VIRTUAL AUDIO PROJECT ORCHESTRA.

La Musica Cerebrale, sperimenta nuovi accostamenti sonori spesso frutto di un’accurata quanto meticolosa ricerca basata sulle frequenze, stimolazione o rilassamento di tutto il corpo ed in particolare della corteccia cerebrale e dell’utero; il tutto avviene con pianoforte, strumenti elettronici e orchestra, anche se non sempre, su una base ritmica elettro-acustica il cui tempo è mediamente 70/85 bpm (come il battito cardiaco) per poi raddoppiare a 140/170 bpm nella seconda parte, ma allo stesso tempo senza limitazione o rigidità alcuna (vedi Couleurs Fantastiques in cui solo il Quarto movimento rispetta, almeno in parte, questa struttura). Le accordature degli strumenti sono per definizione a 432Hz e solo per necessità discografiche talvolta riproposte a 440Hz. Le composizioni spesso si basano su scale del tutto nuove, come quella per strumenti a tastiera, elettronici e arpa, basata sull’intonazione a sessantaquattresimi di tono regolati dalla progressione dei numeri primi o che a volte riprendono e modificano i rapporti della scala pitagorica o di scale etniche. La regola è non avere regole, anche se in molti brani è riscontrabile una struttura che prende spunto da ogni possibile forma esistente e non.

L’ìntroduzione prevede una parte mediamente di 32 misure aperta (ma spesso le misure sono dispari), senza definizione o armonia definita. Successivamente viene proposto un tema (o due temi di cui alternatamente melodici e ritmici senza ordine specifico) ripetuto 2 volte, uno sviluppo veloce in minore o dominante come nella forma sonata, ma spesso con improvvisazione (solo di synth preparato, piano, chitarra o qualsiasi strumento a fiato o a corda), su batteria con la presenza di noise music che incastra sulle armonie o diventa essa stesso armonia e melodia “rumorosa”. Nella parte finale è quasi sempre riproposto il tema introduttivo una o due volte. In alcuni brani è però presente un’unica esposizione o un tema ripetuto, o niente melodia o niente armonia con chiusa a sorpresa. In tutte le composizioni è presente un uso massiccio del contrappunto che in alcuni passaggi raggiunge decine di voci sovrapposte (Secondo movimeto Couleurs Fatastiques). Molto particolari sono i cambi di tempo o le entrate e uscite ritmiche che sovente rinunciano a fill preferendo stacchi netti che creano stati di sospensione e vuoto spiazzanti. Lo stesso silenzio è trattato come parte integrante dell’opera. Altra carratterista (Inferno, MusiCaos, è la polifusione, ovvero la sovrapposizione di più voci che suonano contemporaneamente, su base contrappuntistica, con diversi tempi, suddivisioni ritmiche e tonalità. Ovvero un pianoforte potrebbe suonare in 3/4 a 120 bpm in Do-, un flauto a 4/4 in Re, una batteria suonare a 90 bpm in 5/4 o mutare il tempo durante l’esecuzione. Questa scelta non è casuale, ma vuole portare l’ascoltatore verso territori inesplorati, cercando di stimolarlo, renderlo partecipe dell’inaudito, anche se l’autore sostiene che un’opera registrata sia necessariamente un surrogato riproducibile della sua creazione unica e irripetibile. Un’altra peculiarità, seppure meno rilevante, sono i titoli dei brani, i relativi sottotitoli, i credits e così via in quanto utilizzano simboli e abbreviazioni del tutto specifiche. Esiste una regola univoca quindi? No, la regola generale è in realtà una mera codifica per l’ascoltatore … perché in effetti ogni imposizione è superflua, ogni strumento è ben accetto, ogni armonia, ogni idea, ogni loop potrebbe fare BAM! Allo stesso tempo l’acronimo fa riferimento ai lavori audiovisivi, caratterizzati da un totale equilibrio e rispetto tra il linguaggio visivo e quello acustico.

Lavori sulle immagini

Anche qui non è possibile trovare un filone unico, anche se è ben presente uno stile. Alcuni lavori raccontano il paesaggio in tutte le accezioni: urbano, naturale, fantastico, onirico (Cercare, Roma amoR, When I Kiss U), altri sono pura ricerca audiovisiva dove la computer grafica interviene prepotentemente (Floating in the Space, Milano, Life), altri ancora sconfinano nel mondo dell’arte in modo prepotente (Olio su acqua, Unreal) mostrando una grande cura per il dettaglio ed una ricerca stilistica che si muove nei territori del moderno, del minimalismo, ma sempre con un approccio irriverente. Rientrano nello specifico della BAM, il mediometraggio “Senza Titolo” che già dal nome si mostra come un lavoro decisamente eterodosso. Un libro intermediale ricco e complesso che fonde molte idee dell’artista. Citazioni, rifiuti, giochi, riflessioni che si interrogano sul tempo, l’uomo, il linguaggio, la storia, l’estetica, l’arte, la musica, il pensiero attraverso un terzo occhio/orecchio digitale. Musicaos del 2015 e Riflessi del 2016 sono lavori di pura astrazione e ricerca dove tutte le definizioni diventano superflue, non parliamo più di videoarte o audiovideografie, ma semplicemente di arte.

Opere Letterarie

La Verza è proprio buona (Triangolini Rosa) del 2007 è un saggio antropologico scritto con un linguaggio estremamente colorito, talvolta osceno, che punta il dito sull’uso improprio delle parole in ogni contesto, usato per affrontare le tematiche più scomode legate alle discriminazioni di genere e ai legami tra sesso e potere. Il libro non verrà pubblicato per volere dell’autore stesso. Alcuni estratti (i più “educati”) sono presenti nel blog culture-sharing.blogspot.it. Una copia della versione integrale è stata donata all’artista e curatrice Carla Paiolo che è autorizzata alla distribuzione solo quando l’opera sarà postuma.

Distoria per una crono conoscenza dell’uomo (2015) è un saggio antropologico in cui viene presentata una tesi storica e di genere alternativa allo sviluppo della società umana analizzata in tutte le sue attività collettive.

Lumache Sonore (2017) è uno spaccato sulla musica contemporanea e i problemi delle avanguardie dopo la caduta del muro di Berlino.Il Blog Culture Sharing ospita attualmente centinaia di scritti dell’autore.

… se i sensi illudono la percezione, se la ricerca del NON pensiero è tentativo di afferrare morte e verità, se l’esplorazione necessariamente senza soluzione è l’unica attività possibile, se la verità è materia che esiste in più nonluoghi e in più nontempi, ogni opera di un creativo, di quello che chiamiamo comunemente artista, è l’atto di autocommiserazione in cui fissa l’istante del suo ennesimo fallimento, del suo bisogno di condividere la sua anima/voce/pura svuotata, piegata dalle parole e dalle immagini delle generazioni precedenti, di affermare la sua inutilità come essere biologico inferiore, come sottoprodotto siderale, corpo generato e alimentato dal ferro che ha ucciso suo padre/madre… annullarsi, riuscire a vedere completamente il proprio volto, a riscoprire la propria voce-matrice, questo sarebbe un’opera d’arte. Tutto il resto è l’assemblaggio costante e ripetuto con nuove forme, delle molecole visibili ed esistenti. Potremmo diventare dopo la dissoluzione del corpo una videocamera, un pianoforte, entrambe le cose, senza per questo essere in grado di sentire. Eppure proprio la nostra materia riassemblata potrebbe far vibrare quell’oggetto in modo inspiegabile, ancora potremmo esistere (o essere) in tutti i luoghi, solo limitati dalla nostra sciocca fobia di perdere il corpo, aggrappati alla forma finché morte non ci separi. Forse sappiamo tutto, ma non lo apprenderemo mai e non riusciremo a dimenticare quel che abbiamo incontrato per ritrovare la nostra vera vibrazione, perché tutto è onda, materia che emette il suo colore/suono… sinuoso che interagisce, si fonde/scontra… rifiutare la tecnica, la dittatura suprema della cultura, la parzialità di un estetismo maggioritario, di un bambino-critico che impone con la violenza della parola il suo ideale/idolo dell’adolescenza fino alla fine, distruggendo e distorcendo l’arte! Memoria perduta di altre dimensioni, conoscenze biosfioranti passate per sciocchi condizionamenti, che nell’idea dell’esistenza del tempo, di un suo ipotetico scorrere lineare, formalizzato arrogantemente, verso il futuro in cui saranno riscoperte come incredibili supernova dagli accademici, ora isolate; difficile perdere le proprie vetuste convinzioni su cui si è costruita la propria vita, eppure altre verità, altre forme grammaticali, eleganza di un’equazione, violenza di uno sterminio naturale di massa sono dietro l’angolo… perché studiare se non per omologare un po’ la propria mente, sintonizzarla con la massa per non sentirsi costantementi soli… una telecamera danza nell’aria come un pennello sulla tela.

sito ufficiale sites.google.com/site/marcobramaofficial

blog marcobrama.blogspot.it

Altro su Spotify e Soundcloud

Note e riferimenti – aiutaci a reperire online le fonti.

1.^ Video delle missioni di Padre Luigi Rizzo. URL consultato il 22 giugno 2015., vimeo.it

2. ^ Talking Project. URL consultato il 22 giugno 2015., romajazz.it

3. ^ Jazzup Award 2012. URL consultato il 23 giugno 2015., jazzupchannel.it

4. ^ Premi 2011,2012. URL consultato il 23 giugno 2015

5. ^ Skin per lo spot del Wall Street Institute 2012. URL consultato il 23 giugno 2015.

6. ^ Gold Collection 2014. URL consultato il 23 giugno 2015.

7. ^ Tre anni con te. URL consultato il 23 giugno 2015.

8. ^ Giurie Est Film Festival 2012. URL consultato il 22 giugno 2015., estfilmfestival.it

9. ^ Giurie Est Film Festival 2013. URL consultato il 22 giugno 2015., estfilmfestival.it

10. ^ Cubo Culture Festival. URL consultato il 22 giugno 2015., ilmessaggero.it

11. ^ Tuscia in Jazz Festival. URL consultato il 22 giugno 2015., newtuscia.it

12. ^ Festival Internazionale Del Jazz Della Spezia. URL consultato il 22 giugno 2015., heyevent.com

13. ^ Presentazione libro Distoria. URL consultato il 22 giugno 2015., oltrecolonne.it

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